Hotel da Gigi per il sociale

Domenica 15 luglio 2012
Ancora una volta, lo staff dell'”albergo da Gigi”, è stato partecipe di un bellissimo evento, questa
volta promosso dalla parrocchia di S. Stino e dagli “amici di Terra Santa”.
Per la seconda volta sono stati ospitati nei locali dell'Oratorio i bambini/ragazzi e accompagnatori
della comunità cattolico/ melchita provenienti da Tarshia, alta Galilea.
L' amicizia è nata in modo estremamente semplice e veritiero.
Nei viaggi/pellegrinaggio che la parrocchia propone ogni anno abbiamo conosciuto una guida
eccezionale e preparatissima, sia dal punto di vista storiografico, sia teologico, sia umano.
Da lì il desiderio di conoscere la sua comunità.
Detto..... Fatto.
E abbiamo incontrato una realtà incredibile, dove, seppur con qualche difficoltà, convivono Ebrei,
Mussulmani, Cattolici, Ortodossi e i loro bambini frequentano il piccolo luogo di aggregazione che
è la parrocchia cattolico/melchita e dove indistintamente, nel rispetto del credo religioso vengono
accolti e aiutati a “crescere”. Una delle peculiarità è il campo di calcio. Un pallone, 22 giocatori,
tanta voglia di divertirsi e ... un sogno: visitare l'Italia.
In qualcuno di noi è scattata la scintilla: perché non provare a realizzare questo sogno?
Al rientro dal viaggio ci siamo ritrovati, abbiamo cominciato a pensare, a raccogliere idee e fondi, e
abbiamo concretizzato.
Domenica 15 luglio dopo l'intera giornata trascorsa nella comunità di Corbolone, dove sono stati
accolti festosamente, rifocillati bene, hanno disputato un mini torneo di calcio con la locale squadra
(è doveroso aggiungere che i nostri bambini sono stati davvero grandi).
Alla sera, Millo e Ivana, colonne portanti della tradizione “albergo da Gigi”, li hanno voluti ospiti
per la cena che i grandi Francesco ed Enrico, nel rispetto della fede islamica, hanno preparato e
servito.
Che dire: tutto è stato “divorato”, una bella serata, e quindi un doveroso grande grazie a questo
bellissimo staff.
Permettetemi un P.S. A Millo e Ivana: andate fieri di ciò che avete “costruito” ma soprattutto andate
fieri e orgogliosi dei vostri “grandi “ Enrico e Francesco.

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